Oggetto: Riserva Naturale Regionale Sentina - Anno 2010 - 6^ Riunione del Comitato di Indirizzo del 4/06/2010.

O.D.G: Presentazione linee progettuali del Piano di Gestione. Incontro Comitato di Indirizzo, Direzione, Comune di S.Benedetto del Tronto, Gruppo scientifico del Piano.

In data 4 Giugno  2010, alle ore 15.45, presso la sede operativa della Riserva, in P.zza Cesare Battisti, convocata dal Presidente Pietro D'Angelo si svolge la 6^ riunione dell'anno 2010 del Comitato di Indirizzo.Sono presenti per il Comitato di Indirizzo:

  1. Pietro D'Angelo, Presidente, nominato dal Comune di San Benedetto del Tronto;
  2. Giuseppe Marcucci, componente, nominato dal Comune di San Benedetto del Tronto;
  3. Claudio Sesto Travanti, componente, Assessore all'Ambiente Comune di Ascoli Piceno;
  4. Andrea Maria Antonini , componente, Assessore all'Ambiente Provincia di Ascoli Piceno;

Sono presenti per la Direzione:

- Stefano Quevedo (LIPU)

- Maria Luisa Urban (LIPU)

- Albano Ferri (Associazione Sentina);

Sono presenti per il Comune di S.Benedetto del Tronto-  Settore Sviluppo del Territorio e dell'Economia Locale:

- Ing. Germano Polidori (Dirigente)

- Ing. Marco Cicchi (Servizio Pianificazione, Programmazione Urbanistica, Sviluppo Sostenibile e Sistema Informativo Territoriale);

Sono presenti del gruppo scientifico del Piano di Gestione:

- Prof. Massimo Sargolini (coordinatore)

- Arch. Fabrizion Cinquini (collaboratore)

- Arch. Chiara Camaioni (collaboratore).

Risultano assenti:

Per il Comitato di Indirizzo:

- Sandro Donati (Membro - in rappresentanza della Regione Marche);

Per la Direzione:

- Sisto Bruni (Legambiente);

Redige il Dr. Stefano Chelli
Il Presidente dichiara aperta la seduta.

Il Presidente D'Angelo saluta i presenti, li ringrazia per la partecipazione e introduce l'importante  tematica del Piano di Gestione, passando la parola al prof. Sargolini per la presentazione delle linee progettuali del Piano stesso.

Il Prof. Sargolini comunica che ciò che si appresta ad illustrare deriva anche da una serie di studi, ricerche ed approfondimenti realizzati dal suo gruppo di ricerca e soprattutto commissionati dal Comitato di Indirizzo, con specifico riferimento agli studi ISPRA e a quelli geologico-botanico-faunistici.

Il Professore prosegue sottolineando che il Piano tratta ovviamente un'area protetta e tale punto fermo limita il campo dei possibili interventi nell'area, considerati i numerosi vincoli normativi presenti.

Tra i principali è da evidenziare quello del PAI (Piano di Assetto Idrogeologico) che identifica l'area della Sentina ad elevato rischio di esondazione.

Maria Luisa Urban sottolinea anche la presenza di due siti Natura 2000, un Sic e una Zps; l'Arch. Cinquini conferma il dato tanto che il Piano di Gestione avrà valore anche per il Sic e la Zps.

Sargolini prosegue dicendo che un aspetto importante della Riserva è legato alla presenza di un contesto fortemente antropizzato; la sfida del Piano è proprio quella di mantenere e in alcuni casi ricostituire i valori ambientali dell'area protetta e allo stesso tempo cercare di aprirsi al contorno, incrementando i legami con il territorio circostante.

A questo punto Sargolini elenca alcuni aspetti fondamentali del Piano come:

- l'estensione della zona retrodunale, visto il fenomeno erosivo;

- l'individuazione degli accessi principali all'area protetta (futuro sottopasso S. Giovanni e Via del Cacciatore), con altri accessi tra cui il ponte ciclo-pedonale sul Tronto, ancora in una fase di idea progettuale.

Questi collegamenti sono fondamentali per la connessione della Riserva con alcune aree verdi esterne come nel caso di Martinsicuro (dove ci sono i resti di Truentum) e nella zona immediatamente a nord del fosso collettore che presenta caratteristiche ecologicamente simili alla quelle della Riserva.

Un'altra considerazione riguarda la mobilità nell'area; risulta infatti fondamentale l'individuazione delle zone in cui limitare la circolazione veicolare e permettere solo la circolazione ciclo-pedonale. Questo punto è fondamentale per favorire la fruizione compatibile dell'area.

Interviene l'Arch. Cinquini che spiega la suddivisione del Piano in

  • quadri conoscitivi prodotti dalla Riserva Sentina e dal Comune di San Benedetto del Tronto nel corso dei mesi e degli anni precedenti;
  • quadro propositivo, suddiviso in diverse tavole

A questo punto mostra la cartografia della zonizzazione spiegando i criteri usati per la suddivisione in zone e sottozone, che saranno regolamentate in maniera specifica attraverso le norme tecniche di attuazione del Piano stesso.

Stefano Quevedo chiede la motivazione per cui la foce del fiume Tronto non sia stata inserita nell'area a tutela integrale e l'Arch. Cinquini risponde che ad oggi il fiume è di fatto artificiale e in futuro sono auspicabili interventi di rinaturazione da concordare con l'Autorità di Bacino.

Cinquini prosegue poi illustrando brevemente la tavola che racchiude i progetti che avrà il ruolo di individuare gli orientamenti che dovranno avere i futuri interventi. Comunica poi che il Piano prevede una forma di monitoraggio, fondamentale per valutarne gli effetti ed eventuali correzioni.

A questo punto l'Arch. Sargolini chiede ai partecipanti di esprimere le loro opinioni ed osservazioni, che si riportano qui di seguito.

Maria Luisa Urban: chiede di valutare la possibilità di abbattere un casolare già pericolante nella zona a tutela integrale anche permettendo il recupero di volumetrie in altre aree di minor pregio; questo al fine di permettere una miglior conservazione della zona retrodunale. Stefano Quevedo sottolinea come il senso di questa proposta sia quello di mitigare l'impatto antropico nella zona a tutela integrale.

Claudio Sesto Travanti si dichiara contrario alla proposta di demolizione sottolineando come ciascun casolare ha un valore e una propria storia. Gli edifici andrebbero piuttosto restaurati. Inoltre Travanti chiede delucidazioni sul tipo di agricoltura che il Piano prevede.

Albano Ferri comunica che, premessi i fondamentali scopi conservativi della Riserva, tiene particolarmente a cuore la fruibilità reale dell'area, per bambini, turisti, anziani e portatori di handicap. L'area deve quindi essere un attrattore per la cittadinanza tutta.

Inoltre chiede chiarimenti riguardo gli aspetti della viabilità interna previsti dal Piano.

Maria Luisa Urban, in merito a quanto detto da Albano Ferri, dichiara che tempo fa la LIPU pensò ad un progetto che prevedeva piccoli orti per anziani o per gli alunni delle scuole, con finalità sociale, anche per portatori di handicap.

Giuseppe Marcucci chiede se, oltre alle prescrizioni, il Piano individuerà una serie di attività economiche compatibili, che saranno da regolamentare in maniera specifica e da localizzare all'interno dell'area protetta.

Pietro D'Angelo, in merito a questa osservazione di Marcucci, sottolinea come il fattore chiave del Piano è, da un lato la salvaguardia ambientale, e dall'altro la possibilità di effettuare attività economiche compatibili con l'area, specificando cosa intende per interventi "compatibili" in modo da non rendere soggettiva questa interpretazione. Si fa riferimento ad esempio all'idea del centro di ippoterapia, oltre che la possibilità di utilizzare i casolari presenti come "albergo diffuso".

Andrea Maria Antonini comunica di essere in sintonia con ciò che è stato detto; pur conoscendo poco l'area e i suoi problemi, ritiene che la filosofia e l'impostazione del progetto di Piano siano corretti, visto che cerca di tenere in considerazione le esigenze anche del Comune di Ascoli (proprietario del 70% dell'area).

Antonini prosegue dicendo che tra le varie ipotesi elencate, considerato anche il testamento della famiglia Sgariglia con cui l'area viene ceduta al Comune di Ascoli Piceno per "il sostentamento dei poveri", è fondamentale rivolgere il Piano verso i possibili utilizzi sociali della Riserva.

In altre zone simili del lascito Sgariglia (Campolungo e Piagge), sono stati trovati dei compromessi in cui il Comune di Ascoli Piceno ha recuperato gli edifici per la ricettività rivolta a fasce di reddito medio-basso.

In Sentina, prosegue sempre Antonini, alcuni edifici potrebbero avere la stessa finalità.

Inoltre l'Assessore provinciale sottolinea l'importanza degli aspetti naturalistici e dell'incremento della fruibilità, come detto da Albano Ferri.

Sempre secondo Antonini, è fondamentale trovare questa sintesi con il Comune di Ascoli Piceno.

Inoltre l'Assessore chiude il suo intervento con l'appello a considerare come aspetto primario e fondamentale l'intervento contro l'erosione costiera.

L'ing. Marco Cicchi chiede delucidazioni su aspetti che ritiene fondamentali come il depuratore e la strada sopraelevata; sottolinea inoltre la necessità di avviare una stretta collaborazione con gli uffici comunali che si stanno occupando della redazione del nuovo PRG, soprattutto per quanto riguarda le destinazioni d'uso delle zone immediatamente esterne rispetto alla Riserva.

Pietro D'Angelo chiede informazioni ai tecnici comunali in merito all'area posta immediatamente a nord della Riserva in prossimità del ponte sul fosso collettore. In effetti, su questa zona, inizialmente si parlò della possibilità di realizzare ostello.

L'ing. Germano Polidori risponde a D'Angelo dicendo che ad oggi la proposta di PRG è poco definita. Ad oggi, riguardo la zona oggetto della domanda di D'Angelo, il progetto prevede una sostituzione dell'edificio degradato (con tetto in amianto!) con alcuni edifici residenziali privati e altri destinati ad edilizia residenziale sociale. In questa zona non è attualmente prevista edilizia ricettiva.

Per quanto riguarda la zona costiera immediatamente a nord del fosso collettore c'è invece l'ipotesi di realizzazione di un porticciolo turistico con insediamenti annessi; ma si tratta di una idea sulla carta, non ancora discussa.

Lo stesso Polidori chiede poi se esistono elementi di raccordo tra il futuro probabile Parco Marino del Piceno e la Riserva Sentina; a questa affermazione D'Angelo risponde che nel progetto di restauro della "Torre sul Porto", si prevede anche la sede del Parco Marino.

Dopo queste osservazioni, il Prof. Sargolini, prende di nuovo la parola per rispondere e trarre alcune considerazioni, che si riportano qui di seguito.

1- il Piano deve vincere una scommessa, cioè dare un esempio di convivenza tra conservazione e sviluppo. Occorre immaginare modalità di conservazione rigorose delle preziosità dell'area e dall'altro lato mettere sul campo sistemi di fruizione affinché la città si riappropri dell'area. Quando la comunità capisce che un'area è un valore, la conservazione è automatica.

In questa prospettiva, condivisa anche in questo tavolo, è necessario studiare con più attenzione la fruibilità di questa area e si pensa che le riunioni programmate possano dare ulteriori intuizioni feconde, oltre a quelle emerse oggi.

2- l'idea dell'utilizzo sociale è centrale. La proposta degli orti per anziani è molto interessante. C'è infatti una attenzione crescente da parte del sentire comune nei confronti degli anziani. Inoltre questa idea ci rende facile l'operazione di bandire ogni forma di fitofarmaco, pesticida etc etc.

Ci sarà bisogno ovviamente anche di altre coltivazioni fatte in modo più organizzato, ma dovranno essere produzioni biologiche, che potranno essere commercializzate anche con un marchio di qualità garantito dalla Riserva. Bisognerà incentivare le piccole imprese agricole, anche dei giovani. Ciò permetterà anche il ripristino del paesaggio agrario. In Europa ci sono esempi di grande successo di parchi agricoli. Insomma un campo molto interessante da percorrere.

3- L'idea di permettere attività economiche private è anch'essa fondamentale; il Piano prevede che alcuni edifici abbiano al piano terra attività museali o artigianali tipiche, mentre al piano superiore foresterie per l'accoglienza di ricercatori, giovani e visitatori.

Altri edifici potranno essere destinati interamente ad agriturismi e Bed&Breakfast.

4- Questione delicata è quella del confronto con il contesto territoriale. E' importante il raccordo con i tecnici del Comune di San Benedetto del Tronto. Si conserva la Sentina solo se diventa parte della città. Uno spazio su cui c'è molto da capire è l'area produttiva a ovest della ferrovia. Su quest'area è necessario entrare in un confronto con il Comune. Le idee possibili sono molte, anche in collaborazione con i privati.

5- Per quanto riguarda la proposta di demolizione dell'edificio proposta dalla Urban, la ritengo non attuabile per diverse ragioni, tra cui il censimento dello stesso tra i casolari di interesse storico.

Il Comitato ci comunicherà quali e quanti edifici vorrebbe tenere per i propri utilizzi (sede del parco, aule didattiche, musei, etc etc). Si pensava al massimo a due edifici, il resto potrebbe essere destinato a una gestione privata, ovviamente regolamentata dal Piano.

D'Angelo concorda con Sargolini, anche riguardo la contrarietà all'abbattimento del casolare, vista la valenza storico-architettonica; in ogni caso sottolinea come il Piano di Gestione regolamenterà con attenzione tutte le attività possibili nei casolari con specifico riferimento a quelli situati nelle zone più delicate dal punto di vista ambientale.

A questo punto Sargolini comunica che rimangono solo poche incertezze, la prima connessa alla questione delle strade e del traffico, anche in vista dei lavori di realizzazione del sottopasso di S. Giovanni.

Su questa tematica D'Angelo illustra il pensiero del Comitato di Indirizzo, comunicando le recenti deliberazioni in merito alla proposta di chiusura al traffico attraverso appositi varchi, soprattutto in previsione dell'apertura del sottopasso S. Giovanni che provocherà un aumento notevole del numero di veicoli in prossimità dello svincolo della strada sopraelevata, con il rischio che via Brodolini e c.da Sentina diventino strade di scorrimento.

L'altro punto incerto riguarda gli strumenti per il miglioramento della zona residenziale presente nella Riserva, che ad oggi si presenta di bassissima qualità urbanistico-ambientale.

Su tali strumenti si apre un confronto con i tecnici comunali e emerge la possibilità di consentire ai residenti alcuni interventi edilizi, vincolati però all'adeguamento di tipologie costruttive e recinzioni al fine della riqualificazione dell'area oggi di qualità scadente.

Su specifica richiesta di un parere da parte di D'Angelo, sia l'Ing. Polidori che Albano Ferri si dichiarano aperti a tale possibilità.

La tematica però dovrà essere approfondita con l'Autorità di Bacino del Tronto per via del PAI (Piano di Assetto Idrogeologico).

In merito a ciò, l'Ing. Cicchi sottolinea la presenza del PAI e chiede attenzione nella scrittura delle norme tecniche del Piano.

Letto, approvato e sottoscritto
La riunione termina alle ore 19:15

Documento in formato pdf.

 

Redige: Dr. Stefano Chelli

 

Il Presidente del Comitato di Indirizzo

Riserva Naturale Regionale Sentina

Dr. Pietro D'Angelo