Per un tratto di circa 1,7 Km, la zona immediatamente a Nord della foce del fiume Tronto risulta costituita da un cordone sabbioso con morfologia di duna piatta dietro la quale si rinvengono piccoli lembi di ambienti umidi salmastri e di praterie salate.

Dall'analisi di antichi documenti, in località Sentina si evince la chiara presenza di unLaghetti bacino lacustre ("Carta della Spiaggia fra la punta di Marano ed il conflusso del fiume Tronto che divide lo Stato Ecclesiastico ed il Regno di Napoli, 1600"; "Topografia dello Stato d'Ascoli della Marca, 1860") che a causa di successive urbanizzazioni ed opere di bonifica si è visto gradualmente scomparire.

A ciò si aggiunge la riduzione della falda di acqua dolce, con conseguente risalita del cono salino dovuto ai numerosi attingimenti a scopo industriale ed agricolo, che caratterizzano il corso medio inferiore del fiume Tronto. Gli studi testimoniano in maniera univoca la straordinaria importanza naturalistico-ambientale di quest'area.

Il biotopo presenta ancora un'eccezionale rilevanza floristica e biogeografica per le Marche, e più in generale per il settore centro-meridionaleFenicotteri nella Riserva Naturale Sentina adriatico italiano. Oltre che per la vegetazione, notevole è l'importanza dell'area per l'avifauna migratoria; essa costituisce infatti uno dei pochissimi punti di sosta per i migratori tra il Gargano e le zone umide emiliane, tanto da essere riconosciuta, con deliberazione di Giunta Regionale n. 1701/2000, come Zona di Protezione Speciale - ZPS (Direttiva Uccelli 79/409/CE).

A testimonianza di ciò la Regione Marche include parte dell'area nell'elenco delle Aree Floristiche Protette e ne individua, attraverso l'approvazione del Piano Ambientale Regionale, i vincoli ambientali e un Sito di Importanza Comunitaria - pSIC (IT5340001, "Litorale di Porto d'Ascoli") da inserire nelle Rete Ecologia Europea Natura 2000 (Direttiva Habitat 92/43/CE) insieme alla Zona di Protezione Speciale (n°26 "Litorale di Porto d'Ascoli", Direttiva Uccelli 79/409/CE) già riconosciuta.

L'area della Riserva naturale è occupata per la quasi totalità da territorio agricolo case rurali 2.jpgcaratterizzato dalla presenza delle tipiche case rurali marchigiane. Nella parte Nord-Est dell'area i coltivi lasciano spazio ad un'area in cui si ritrovano alcuni specchi d'acqua che, rispetto alle originarie dimensioni, risultano ridotti.

Sita nei pressi della foce del fiume Tronto e a ridosso della linea di costa, l'area della Riserva presenta una morfologia riconducibile ad ambiente di fondovalle costiero, interamente caratterizzata da depositi alluvionali attuali e recenti (Olocene). A partire dal 1951, per recuperare terreni da avviare alla coltivazione, l'area è stata oggetto di profonde modifiche che ne hanno determinato il quasi totale interramento e prosciugamento.

La falda salata, ospitata dallo strato sabbioso sottostante, oltre a non fornire alcuna fonte di approvvigionamento di acque irrigue (l'attività agricola locale si basa attualmente su una rete di canali superficiali), impedisce anche le normali irrigazioni con acqua dolce che ne provocherebbe l'innalzamento fino alla zona esplorata dalle radici. Le interferenze della falda salata sui terreni litoranei si fanno sentire particolarmente negli anni siccitosi, poiché tendono a sostituirsi alla falda d'acqua dolce impoveritasi, a sua volta, per mancanza di rifornimento.