L'area della Sentina, prossima al confine tra Marche e Abruzzo, costituisce un complesso costiero di grande valenza storico-geografica unitaria fin dall'antichità. Documenti storici ed archeologici
confermano che il fiume Tronto ha unito e non diviso i due territori. Tale unità è testimoniata da rinvenimenti di strutture di epoca romana attribuibili verosimilmente ad edifici e strade della città di Truentum, dalle numerose iscrizioni truentine rinvenute, da studi e ricerche inerenti l'insediamento delle genti preromane nella valle. Studi recenti hanno rivelato anche scambi commerciali e culturali tra i Micenei e le popolazioni locali nel quattordicesimo e tredicesimo secolo a.C..
Successivamente l'area è stata colonizzata dai Liburni,
così come riferisce Plinio: "Truentum cum amne quod solum Liburnorum in Italia reliquum est", ("la città di Truento è l'unica memoria rimasta in Italia delle colonie fondate dai Liburni"). A questa popolazione si attribuisce tanto il nome del fiume che la fondazione della città e del porto.
Nell'area della Riserva sono presenti alcuni edifici e manufatti d'interesse storico architettonico che rappresentano sia la testimonianza di antichi insediamenti, sia la permanenza più significativa dei vari "tipi rurali" di "antico impianto", inseriti in un contesto ambientale non degradato. Tali edifici sono riportati nel Piano Attuativo di Riqualificazione e Salvaguardia del patrimonio edilizio extraurbano (PARS) del Comune di San Benedetto del Tronto.
I più significativi sono quelli indicati come:
| Edificio 2PEE16 Casale zona Sentina 1 scheda 219 | ![]() |
| Edificio 2 PEE17 Casale zona Sentina 2 scheda 223 | ![]() |
| Edificio 2PEE18 Casale zona Sentina 3 scheda 226 | ![]() |
| Edificio 1PEE3 Torre sul Porto - Sentina scheda 227 | ![]() |







